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Pollicino: Favola da Leggere, Ascoltare e Scaricare

Pollicino: Favola da Leggere, Ascoltare e Scaricare

Divertente e intelligente, ecco la Favola di Pollicino da Leggere, Ascoltare e Scaricare.

La favola di Pollicino è tratta dal libro di Charles Perrault; ripresa dai Fratelli Grimm, ha poi fatto ancora molta strada.

Pollicino è stato protagonista di cartone animato e di più di un film: quello di George Pal del 1958, "C’era una volta Pollicino" di Michel Boisrond del 1972 e ancora una storia originale con il film "Pollicino" del 2001 di Olivier Dahan. Infine, con il Pollicino di Henze la fiaba è diventata un’Opera.

Ecco in breve le vicende di questa storia. Oggi la ripropongo in una nuova versione moderna, che però mantiene la morale della favola tratta dalla storia originale dei fratelli Grimm.

In questa audio fiaba, come per le altre favole sonore, Pollicino e gli altri personaggi sono interpretati con voci diverse da Brucalara.

Puoi ascoltare la favola di Pollicino cliccando sul tasto "Play" qui sotto e leggere il testo della storia scorrendo la pagina. Infine, puoi scaricare la favola audio in MP3 per ascoltarla quando più ti piace cliccando sul tasto "Download" qui sotto o iscrivendoti gratuitamente al Podcast di Favole Sonore su iTunes.

Non perdere le altre favole sonore: la romantica Biancaneve e i Sette Nani, l'avventurosa Cappuccetto Rosso, la favola senza tempo de Il Lupo e l'Agnello, la simpatica favola de I Tre Porcellini e la favola nota come un proverbio de La Volpe e l'Uva.

E poi, dimmi quale ti è piaciuta di più! Puoi scrivermelo nei commenti qui sotto o sulla pagina Facebook di Bambini e Vacanze!







POLLICINO: TESTO


C’era una volta una coppia di poveri contadini che desiderava un figlio con tutto il cuore.

Un giorno la Moglie disse al Marito:
“Quanto sarei felice di avere un bambino, anche se nascesse piccolo piccolo!”.

E così successe che dopo sette mesi, venne alla luce un bambino piccolo piccolo che per vederlo dovettero prendere la lente d’ingrandimento.

Appena lo vide, la Mamma esclamò: “Ti chiamerò Pollicino! Perché sei piccolo come l’unghia del pollice del tuo Papà”.

La Mamma gli cucinava ogni sorta di prelibatezza e Pollicino mangiava sempre tutto e chiedeva pure il bis e il tris, tuttavia Pollicino non cresceva come gli altri bambini.

Pollicino aveva una vocina dolce come un usignolo, ma era così bassa che doveva urlare a squarciagola per farsi sentire:
“Mamma ho fame!” oppure “Papino, vuoi giocare con me?”.

Piano piano allungando le orecchie come due vecchie calze della Befana, la Mamma e il Papà si abituarono alla statura di Pollicino che cresceva sveglio e giudizioso e in

più riusciva bene in ogni cosa.

Un giorno, mentre stava uscendo di casa per andare a tagliare la legna, il Papà mormorò:
“Ah, se ci fosse qualcuno che venisse a prendermi col carretto...”.

“Papà!” gridò Pollicino che ormai era diventato il piccolo ometto di casa:“Te lo porterò io il carretto, così tu intanto guadagni tempo.”

Il Papà esclamò:
“Ma sei troppo piccolino, mio caro Pollicino!” e aggiunse, sorridendo: “Come farai a guidare il cavallo con le redini?”.

”Ho una grande idea!” gridò Pollicino: “Senti Papà: la Mamma attacca il cavallo al carretto e mi tira su fino alla testa del cavallo, io mi metto nell'orecchio del cavallo e gli dico dove deve andare”.

E continuò:
“Il cavallo mi conosce bene e non avrà paura!”.

Poi sorridendo fiducioso chiese:
“Allora, posso?”

“Beh,” disse il Papà preoccupato: “Proviamo, per questa volta.”

Quando fu l’ora, la Mamma attaccò il cavallo al carretto e chiamò:
“Pollicino vieni, ti tiro su nell'orecchio del cavallo” e aggiunse: “Stai attento, mi raccomando”

Pollicino urlava nell’orecchio del cavallo:
“Uh!” e poi: “Oh!” e ancora: “Arrì!” e “Giò giò, giò là!” per dirgli dove doveva andare.

Pollicino guidava meglio di un vigile: si fermava agli incroci, faceva attraversare le persone a piedi, e così il carretto se n’andava dritto dritto verso il bosco come se

a guidarlo ci fosse stato un vero e proprio cocchiere.

Mentre Pollicino gridava: “Là là, Giò là!” e “Oh, oh” per girare a sinistra, passarono di lì due Forestieri.

“Ehi, ma non c’è nessuno a guidare quel carretto!” disse uno dei due Forestieri con gli occhi che gli erano rimasti incollati al carretto.

“E allora...chi...ha parlato?” rispose l’altro Forestiero guardando in su in giù davanti e dietro.

“Qui c’è sotto qualcosa di strano...seguiamolo!” aggiunse il primo Forestiero.

Il carretto intanto arrivò dritto dove il Papà di Pollicino spaccava la legna e Pollicino gridò:
“Eccomi Papà! Hai visto? E’ andato tutto bene!”.

Il Papà sorpreso e contento rispose:
“Sei proprio diventato grande Pollicino, bravo! Ora ti faccio scendere”.

Intanto i Due Forestieri si erano nascosti zitti zitti dietro ad una catasta di legna nel bosco e videro il Papà di Pollicino che tirava fuori qualcosa dall’orecchio del cavallo.

“Non credo ai miei occhi! E’ un uomo in miniatura!” sussurrò il primo Forestiero strabuzzando gli occhi e tanta era l’emozione che quasi facevano crollare tutta la catasta di legna dove eran nascosti.

“Potremmo fare una fortuna mostrando quell’Ometto alle fiere” disse il primo Forestiero.

“Hai ragione, sì si...hai proprio ragione!” gli rispose l’altro sognando oro ad occhi aperti.

Così si avvicinarono al Papà di Pollicino e gli dissero:
“Brav’uomo: ci venda suo figlio. Gli faremo vedere il mondo e guadagnerà una fortuna!”

Ma il Papà indignato rispose:
“Vendere Pollicino? E’ ciò che ho di più caro al mondo! Andatevene via!”

E mentre i Due Forestieri eran distratti nel contare quanti scudi avevano per pagare, Pollicino si arrampicò, come una formichina, su per le pieghe del vestito del Papà,

arrivò alla sua spalla e gli sussurrò:

“Papà ho un’idea! Fatti dare gli scudi da questi due imbroglioni, ti serviranno e io ti prometto che presto scapperò e tornerò da te!”.

Il Papà aveva imparato a fidarsi del figlio, e così con le lacrime agli occhi disse ai due Forestieri:
“Va bene vi dò Pollicino, ma trattatelo bene”.

“Ma certo” rispose il Forestiero e subito aggiunse:“Vieni Pollicino, dove vuoi stare per il viaggio?”.

E Pollicino rispose:
“Mettetemi sulla tesa del cappello, così posso dondolarmi e guardarmi attorno senza cadere”.

I due Forestieri diedero due scudi d’oro al Papà di Pollicino e s’avviarono in tutta fretta.

Camminarono a lungo quando all’improvviso, vicino a un grande campo di grano Pollicino gridò:
“Fatemi scendere! Voglio andare a terra! Devo fare la cacca!”

“Rimani pur lì per i tuoi bisogni, anche gli uccellini ogni tanto lasciano cader qualcosa” disse il Forestiero che lo portava sul cappello.

“Ma io non son un uccellino, tiratemi giù, presto!” ribatté Pollicino.

Allora il Forestiero si tolse il cappello e mise Pollicino per terra. Pollicino saltellò fra le zolle del campo, strisciando e saltellando come un’anguilla e infine s’infilò nella tana di un topo:
“Buonasera lor signori e buon viaggio!”. E ridendo aggiunse: “Ma senza di me!”.

I Due Forestieri corsero a frugare nella terra, ma Pollicino strisciava sempre più giù, più veloce di una talpa, e siccome fu ben presto notte fonda, dovettero andare via

con le mani sporche di terra e i cappelli vuoti.

Finalmente libero, Pollicino uscì dalla tana, trovò un guscio di lumaca e pensò:
“Ecco qui potrò dormir sicuro” vi entrò dentro e si si addormentò.

Stava dormendo profondamente quando delle voci lo svegliarono: erano Due Ladri.

“Come facciamo a rubare a questo ricco Mercante?” disse uno dei due Ladri.

“Ve lo dirò io come fare!” gridò forte forte Pollicino per farsi sentire.

“Chi ha parlato!?” esclamò atterrito un Ladro.

E Pollicino urlò:
“Cercate per terra, sono quaggiù!”

I Due Ladri si stesero per terra per trovare Pollicino:
“E tu, lombrichetto, ci vorresti aiutare ahahah?” dissero i Due Ladri scoppiando a ridere.

“Io posso intrufolarmi agilmente in casa del Mercante” spiegò Pollicino “E poi vi passerò fuori tutto quello che volete.”

“E bravo! Hai già fatto il piano!” dissero i due Ladri e con Pollicino sulla spalla andarono alla casa del Mercante.

Pollicino entrò dentro la casa del ricco Mercante e si mise a gridare:
“Le volete tutte le monete d'oro?”

“Devi parlare a bassa voce, Pollicino, se no il Mercante si sveglia” sussurrarono i due Ladri.

Ma Pollicino urlò di nuovo a gran voce:
“Allora, avete deciso? Le volete tutte o no?”

Sentendo quel baccano la Serva del ricco Mercante, si svegliò e corse a vedere che succedeva.

I Ladri finalmente capirono che Pollicino li stava gabbando e rimasero a boccaperta per un mese tanto che gli uccelli ci fecero il nido.

Intanto Pollicino scappò a nascondersi tra i fili di fieno nel granaio.

La Serva cercò in tutti gli angoli e, infine, si disse:
“Mah...non vedo niente...mah...avrò sognato” e se ne tornò a letto.

All'alba la Serva andò a prendere una bracciata di fieno e la portò alle mucche. Una mucca si lanciò subito sul fieno e...hop!

Pollicino dormiva così profondamente che si svegliò d’improvviso solo nella bocca della mucca e... “Dove sono?”, pensò.

Quando capì dove si trovava, iniziò a saltellare come un grillo per non finire a bocconcini tra i denti della mucca, fino a che non scivolò nello suo stomaco.

“Qui dentro hanno dimenticato le finestre!” disse: “Non entra luce e non esce questa puzzaccia!”

Intanto la mucca continuava a mangiare e mangiare fieno e lo spazio nello stomaco si fece stretto stretto e Pollicino per la prima volta non ebbe una delle sue grandi idee e gridò:
“Basta fieno! Basta!”

La Serva che mungeva la mucca proprio in quel momento, appena sentì parlare la vocina riconobbe che era la stessa vocina che l’aveva svegliata quella notte e gridò:

“Ahh” scivolò dallo sgabello e rovesciò tutto il latte per terra.

Poi corse dal Mercante, urlando: “Che spaventoo!”

“Signor Mercante, la la.. nos...tra mu..mu...mmucca paarla que..que..sta mamaa..ttina!” balbettò la Serva.

“Ma su che dici? Te lo sarai sognato...” le rispose il Mercante.

“Andiamo un po’ a vedere” e intanto si tirava su i pantaloni di stoffa pregiata per entrare nella stalla tutta sporca.

Pollicino intanto mangiava il fieno per farsi spazio e gridava:

“Basta fieno, basta fieno!”.

Il Mercante allora disse:
“E' senza dubbio uno spirito cattivo” e decise di portare la mucca al macello e lo stomaco della mucca fu gettato via coi rifiuti.

“Finalmente non arriva più fieno” disse Pollicino.

Il povero Pollicino cercò di farsi strada tra il fieno, ma proprio mentre stava per metter la testa fuori dallo stomaco, arrivò di corsa un Lupo affamato che ingoiò in un

sol boccone lo stomaco col fieno e Pollicino dentro.

Pollicino allora pensò:
"Ho un’idea!" e dalla pancia del Lupo gridò:

“Caro Lupo, io so dove puoi trovare un cibo squisitissimo!” e continuò:“Nell'ultima casa del villaggio c'è una dispensa con focaccia, lardo e salsicce a volontà. Quando sarà buio, passa dalla cantina, entra dentro casa e così ti riempirai la pancia a sazietà.”

“Ho le allucinazioni dalla fame...sento anche le voci...bah!” borbottò tra se il Lupo: “Ma il consiglio non è malaccio”.

Così il Lupo seguì il consiglio della vocina e davanti alla dispensa disse:
“Mhm, quante cose...gnam gnam!”.

Il Lupo non lasciò una sola briciola in dispensa ma quando stava per uscire di casa, si accorse che non passava più da dove era entrato perché aveva la pancia grossa come un tir.

Allora Pollicino iniziò a strepitare e strillare più forte che poteva dalla pancia del Lupo.

“Vocina sta’ zitta ora, così svegli i padroni!” l’ammonì il Lupo.

“Beh, tu hai mangiato come un tir,” rispose Pollicino “Ora mi divertirò un po' anch'io!”

E ricominciò a gridare con tutte le sue forze finché svegliò i padroni di casa, che corsero a vedere se c’eran dei topi in cantina. Ma appena arrivati sentirono:

“Papà!! Mamma!! Sono qui nella pancia del Lupo!”

Allora il Papà prese un pezzo della sua legna e diede un gran colpo sulla testa del Lupo, facendolo stramazzare a terra. Poi tagliò la pancia del Lupo e uscì fuori

Pollicino saltellando:
“Eccomi! Sono tornato!”

La Mamma disse:
“Quanto ci sei mancato!”

E il Papà gli chiese:
“Ma dove sei stato?”

“Ho girato il mondo in alto e in basso” rispose Pollicino e gli raccontò delle sue avventure pericolose.

I genitori allora gli regalarono un vestito nuovo che il suo non si poteva nè guardare nè odorare dissero:
“Non ti venderemo più per tutto l'oro del mondo!”

E da quel giorno vissero tutti e tre insieme felici e contenti.


Copyright: Pollicino: Favola da Leggere, Ascoltare e Scaricare di Bambini e Vacanze
Photocredit: ClaraDon


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